Ma mi paghi? Quanto mi paghi?

Premessa: questo post potevo intitolarlo anche “La dura vita del blogger e il difficile lavoro di uffici stampa e agenzie” ma poi ho preferito arrivare subito al nocciolo della questione, i soldi! Che qui si parla di come guadagnare con il blog, mica siam qui a pettinar bambole eh!

 

Ogni tanto ricevo delle mail che mi fanno sorridere. E altre volte sorrido per i commenti che leggo in rete riguardo a queste mail.
E non è solo per come sono scritte (qui già ho avuto modo di dire la mia su come non dovrebbe essere scritta una mail), ma per quello che propongono o non propongono, ovvero un compenso.

Digressione: l’ufficio stampa o le agenzie di digital pr hanno tra le loro attività quella di diffondere informazioni e notizie su brand, progetti, iniziative, prodotti ai media – tradizionali o digitali – affinché essi ne parlino sui propri canali. 

I blogger, si sa, ormai ricevono ogni giorno una gran quantità di mail da uffici stampa ed agenzie su la qualunque (dicono quelli giovani) e, tutti in coro, fanno sempre queste 2 semplici e lineari domande:

Ma mi paghi? Quanto mi paghi?

Tutto lecito, per carità, richiedere un compenso per il proprio lavoro non è in discussione, è un sacrosanto diritto. Ma siamo sicuri che la richiesta di compenso sia sempre pertinente rispetto alla proposta o segnalazione arrivata? O che una eventuale risposta negativa dell’ufficio stampa di turno sia un motivo valido per indignarsi e sparare a zero sul brand coinvolto?

Non è che forse si sta facendo un po’ confusione su cosa è dovuto e cosa non è dovuto, su cosa aspettarsi, su come rispondere, sulla figura del blogger che tutti desiderano farne una professione a tutti i costi?

Quando ha senso aspettarsi un compenso e quando invece no?

Esistono 2 situazioni tipo che possono presentarsi a un blogger, abbastanza differenti e facilmente distinguibili tra loro.

Ricevo una mail che contiene una notizia/segnalazione/informazione, la leggo, la valuto, se mi interessa o è in linea con il mio blog o mi incuriosisce oppure mi fa venire in mente un post interessante da scrivere allora la utilizzo. Altrimenti nulla, grazie, amici come prima.
Gli uffici stampa fanno quello di lavoro, creano comunicati/notizie/segnalazioni e le mandano a giornalisti/blogger sperando naturalmente in una pubblicazione. Ma sono tutti ben consapevoli che questa pubblicazione avverrà solo nel momento in cui solleciterà un vero interesse. Tutto molto lineare. 

Devo aspettarmi un compenso in questo caso? No, hai la massima libertà di farne quel che vuoi dei materiali stampa ricevuti, anche non fare proprio nulla!

Le proposte di collaborazione invece di solito le riconosci perché semplicemente viene esplicitata l’attività richiesta e il ritorno per il blogger. L’agenzia invia una mail che segnala un prodotto o un servizio o un’iniziativa e chiede al blogger qualcosa in cambio: scrivi un post, condividi sui social, fai questo e quello.
Anche qui però dovrebbe esserci la massima serenità di tutti: ricevo la proposta, mi interessa per X motivi (soldi, originalità, visibilità, prodotto) allora accetto e partecipo. Non mi interessa per N motivi, grazie ciao e amici come prima. Semplice, no? 

Devo aspettarmi un compenso in questo caso? Sì, di solito è l’agenzia che specifica direttamente anche l’offerta economica o di prodotto, laddove prevista.

E se non c’è budget?

Nel caso poi che arrivi una proposta di collaborazione senza budget, si può fare una di queste cose:

  • accettare l’offerta, mi interessa a prescindere
  • declinare l’offerta
  • indignarsi perché non c’è budget e tirar su una polemica
  • ringraziare e rispondere con una controproposta

Inutile dirti che l’ultimo approccio è quello – a mio parere – più intelligente e professionale.

Perché non raccontare cosa tu puoi fare per quel brand proponendo un progetto strutturato?

Tentar non nuoce!

 

 

photo credit: Buy Tomatoes or GTFO via photopin (license)

2
12 Discussions on
“Ma mi paghi? Quanto mi paghi?”
  • Finalmente una riflessione aperta, serena e costruttiva, piena di spunti su cui riflettere. Sono tutti bravi a incazzarsi ma pochi sanno anche essere costruttivi e realmente creativi. E’ su questo che si deve puntare.

  • Bel post, chiarisce bene lo scenario del momento e suggerisce spunti interessanti. Brava!
    Se posso, aggiungo una cosa: l’ufficio stampa non è sempre il male e conosce bene le difficoltà del proprio lavoro. L’ufficio stampa sa che il suo comunicato potrebbe non interessare o che il blogger dirà di no ad una proposta senza budget, ma spesso lo deve fare per forza perché è il cliente che lo vuole. Prendersela con gli uffici stampa ha poco senso, specie quando il blogger sa di non essere nella posizione per farlo.

    • È quello il lavoro dell’ufficio stampa, ci mancherebbe solo! Ci sono comunicati più interessanti e comunicati che non raccontano nulla, ma pazienza, quando mi arriva lo valuto, se non mi interessa pace e amen, mica mi devo incazzare 😀

  • chiaro e semplice, brava in effetti non capisco perché molte si indignano per i comunicati stampa. puoi anche ignorarli, loro li mandano a pacchi quasi a mo’ di spam. alcuni sono interessanti, altri no. se non ho tempo a volte non li leggo neanche. per le collaborazioni esplicite dici pure bene: rilanciare con una controproposta se manca budget è sempre una buona scelta

  • Io credo sui blogger sia facile che nasca un equivoco: ho un blog e quindi sono un blogger. Se per fare il medico bisogna aver studiato medicina e per fare l’avvocato è necessario avere una laurea in giurisprudenza, per fare il blogger non serve nulla. O può servire tutto.
    È proprio per questo che può essere facile sentirsi autorizzati a chiedere soldi, perché ci si sente legittimati dal fatto che ci sono altri che lo fanno. Altri che, in fin dei conti, sembrano solo scrivere un bel post, metterci una foto carina e condividerlo sui sociale. Sembrano.
    E così non si capisce la differenza fra “caro blogger, guarda che bel prodotto nuovo ho lanciato” e “e caro blogger, ti va di parlare del mio prodotto nuovo?”

Leave A Comment

Your email address will not be published.