3 cose (anzi 4) che ho imparato in vacanza sul mio lavoro da freelance

Quest’anno mi sono permessa un (semi) lusso, ho fatto 2 settimane di vacanza a inizio luglio, quando ancora i progetti in realtà sono nel pieno delle attività, i clienti incalzano con richieste varie come “dobbiamo chiudere questa cosa entro agosto”, “ci serve il nuovo piano per settembre”, “questa campagna va fatta partire possibilmente entro… SUBITO”, e via così.
Lo sapevo che il periodo era delicato ma so anche, molto bene, che per chi fa il mio lavoro la parola “vacanza” ha sempre un significato tutto suo, lontano dallo “staccare completamente dal lavoro, dai clienti, dal pc”. Quindi, tanto vale!

Il freelance in vacanza

In queste 2 settimane di vacanza mi sono successe cose curiose:

  • ben 2 potenziali clienti (con cui ero in trattativa da settimane) hanno confermato la mia consulenza,
  • ho ricevuto una proposta editoriale molto interessante (accettata al volo),
  • sono stata invitata a un convegno importante (in autunno) al quale dovevo subito dar conferma.

Così mi sono chiesta: ma se io avessi davvero staccato tutto – testa e connessione – e non avessi scaricato mail o risposto al telefono per 2 settimane?

Un freelance, spiace ammetterlo ma è così, non può andare in vacanza! Non in quel senso lì.
Ci si prova a staccare, e qui ho parlato delle cose da (non) fare se sei un freelance in vacanza.
Però la totale disconnessione dal mondo, no, non puoi permettertela.

Cosa ho imparato in vacanza?

Ho imparato anche altre cose durante le mie vacanze da freelance, cose utili al mio lavoro, cose che di solito già sappiamo ma che spesso mettiamo in secondo piano.

1. Esserci sì ma non all’istante!

C’è questa strana cosa ormai per cui se qualcuno ti manda una mail si aspetta una risposta immediata, se qualcuno ti chiama al telefono si aspetta che rispondi al volo, se non riescono a sentirti via mail o via telefono ti mandano un what’s up e continuano con ???? finché non rispondi.
Essere reperibili sì, ma con i giusti tempi.

2. Tempo per la strategia

Mi è capitato spesso che il cliente mi dicesse “Mi serve partire subito, non ho tempo da sprecare con analisi e strategia”. No, non ci siamo capiti, non è che si può prescindere da questa cosa, va spiegato bene al cliente. Ma su questo ci torno in un prossimo post, va!

3. Progettare cose nuove ma analizzare quelle vecchie

Ci si preoccupa sempre di pensare a cose nuove, nuove campagne, nuovi piani editoriali, nuovi progetti ma poi non si ha mai il tempo (o se ne ha troppo poco) di analizzare per bene quello che è stato fatto, come è andato, quali risultati ha portato e quali poteva portarne. Il tempo per l’analisi di ciò che è stato fatto è fondamentale.

Tutte cose scontate? Forse. A me personalmente ha fatto bene pensarci e ricordarle.
Per il resto, sono state delle bellissime vacanze!

 

photo credit: via pexels

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