Cose da non fare se scrivi per lavoro tutti i giorni

Scrivere per lavoro significa scrivere tanto, quotidianamente. Per farlo bene è necessaria in primis una giusta dose di esperienza e allenamento, una buona gestione dei tempi, un flusso di idee e creatività possibilmente continuo e che non ti abbandoni sul più bello.
E poi ci sono alcune cose, e le ho imparate nel tempo, che è meglio evitare di fare, quei piccoli e insinuosi errori o distrazioni che rallentano e compromettono la tua scrittura.
Il cliente/editore non sarà contento, tu ancora meno perché avrai perso tempo e guadagnato frustrazione.

Questi sono gli errori più comuni, a mio parere, nei quali incappa chi scrivere per mestiere.
Per la serie “se li conosci, li eviti”.

Scrivere senza sapere cosa dire

Almeno una volta ti sarà capitato di iniziare un articolo senza sapere esattamente cosa voler comunicare.
Tempo perso: tantissimo.
Livello di frustrazione: alto.
Guadagno: basso, considerato il tempo eccessivo che avrai perso per arrivare alla fine del tuo articolo.
Prima individua cosa vuoi davvero comunicare al lettore, poi inizia a scrivere.

Scrivere con 10 tab aperte

Le distrazioni sono il male, quando scrivi dovresti limitarle al minimo perché anche in questo caso il rischio è quello di metterci il doppio del tempo per scrivere un articolo che avrebbe richiesto minor tempo e minor fatica. Chiudi le tab del browser, togli le notifiche da smartphone e tablet, metti la suoneria silenziosa e concediti un tempo rilassato e sereno per la scrittura.

Scrivere senza pause

Se sei un freelance sarà facile che tu abbia diversi clienti/committenti e che tu debba produrre molti articoli al mese per portarti a casa un decoroso stipendio. Lo capisco perfettamente. Ma scrivere senza sosta, senza concederti pause per ricaricare la mente non ti sarà di grande aiuto perché la possibilità di incappare in qualche errore si moltiplica esponenzialmente. Prenditi le giuste pause, alzati dalla scrivania, fai una passeggiata/mangia qualcosa/accendi la radio o la tv e poi torna a scrivere. Ne trarrà giovamento anche l’ispirazione.

Scrivere senza rileggere ad alta voce

Sì, proprio così, la rilettura di un tuo articolo andrebbe fatta ad alta voce perché così hai maggior possibilità di scovare refusi ed errori grammaticali. Rileggere a mente è forse più immediato e comodo ma sicuramente meno efficace.

Scrivere senza un correttore ortografico e grammaticale

Scrivere tanto, come dicevo prima, porta a scrivere con più errori, capita anche se hai fatto il liceo classico e custodisci con cura una immaginetta di Dante Alighieri sul comodino. Più scrivi, più ti esponi all’errore. Ma fortuna vuole che oltre a rileggere il testo 6 volte (lo sai vero che di solito gli errori che fai, non riesci a vederli nemmeno se rileggi 15 volte? ecco perché esistono, e non solo per questo, i correttori di bozze) esistano online diversi correttori ortografici e grammaticali che puoi facilmente utilizzare. Io consiglio Orangoo che permette di fare spell check addirittura in oltre 25 lingue (compreso l’italiano friulano e non chiedermi il perché!).

Ora chiedo a te, quali sono gli errori più comuni che ti capita di fare quando scrivi?

 

Photo credits: via pexels

6 Discussions on
“Cose da non fare se scrivi per lavoro tutti i giorni”
  • il mio errore più comune è di scrivere quando riesco, quando mi si apre una finestra di mezz’ora in cui la bimba è tranquilla, per poi dover rovinosamente interrompere tutto perché chiede attenzione immediata -_-

  • Io ci ho rinunciato, quando le bambine sono in casa non scrivo, mi dedico se devo ad altri lavori ma non inizio nemmeno a scrivere un articolo, la frustrazione è troppa e la concentrazione zero 🙁 Piuttosto quello può essere il tempo per fare ricerca, scegliere le immagini, pianificare i social, rispondere alle mail…

  • Scrivere con la fretta, scrivere con mille distrazioni sono i due più comuni. Per il resto, piena solidarietà a Lauryn, scrivo come lei almeno le “bozze” anche con i bimbi in casa… 🙁

  • Vero, siamo abituati tutti a fare troppe cose insieme, specie nel nostro lavoro considerato “flessibile”. La fretta però è davvero uno dei fattori che incidono di più su un contenuto.

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